ALLA RICERCA DELLA SUPREMA ARMONIA

Parlare di Guido Falconi e delle sue opere è motivo di estremo piacere, perché si tratta di un artista che unisce alle sue capacità lavorative apprezzabili qualità umane.

Le sue opere, che consistono in intarsi in pelle, sono il risultato di un percorso artistico e umano alla ricerca della suprema armonia in cui poter riporre la propria fiducia verso l’esistenza.

Non è esagerato parlare di “Suprema Armonia”, perché dall’attenta osservazione delle sue opere e del suo metodo di lavorazione, si comprende come l’abilità creatrice di Falconi è rivolta al tentativo di trovare la concordia tra i diversi livelli della vita umana.

La tecnica operativa dell’intarsio, non nuova nell’ideazione ma nella realizzazione, permette a Falconi di fare il suo ingresso come “artista nuovo”, nella vasta scena della produzione artistica (Cfr. M.P. Vittorini).

L’intarsio è il termine con cui si indica la lavorazione artistica che consiste nell’ottenere ornamentazioni e figurazioni applicando su di un piano materiali svariati (legno, avorio, pietre dure) e di differente sagomatura, che trovò la sua massima applicazione in piccoli oggetti, nell’architettura e nell’ebanisteria.

Falconi utilizzando la medesima tecnica, ha trovato una sua personale applicazione nell’utilizzo della pelle animale, materiale inedito nella storia dell’intarsio.

Una storia che ha origini antichissime, come documentano gli scavi archeologici che hanno portato alla luce oggetti intarsiati con legno e avorio, risalenti alla prima dinastia egizia (III millennio a. C.).

Lo stesso Falconi, per i suoi intarsi in pelle, ha subito il fascino di quell’antico Egitto, culla di una civiltà che continua ad affascinare con i suoi misteri non ancora pienamente svelati.

Il risultato raggiunto da Falconi è quello di aver effettuato una perfetta sintesi tra passato e presente, grazie al recupero di un’arte antichissima e l’inedita scelta del materiale utilizzato per realizzarla.

Gli stessi temi dominanti di questi intarsi in pelle ci conducono a riscoprire gli antichi culti egizi delle divinità ché, pur appartenendo alla tradizione pagana, hanno conservato significati di indiscusso valore.

Per comprendere meglio quando si va affermando, è utile illustrare brevemente la storia di queste divinità raffigurate negli intarsi da Falconi e cercare di capire come l’artista sia riuscito a ricondurre il suo percorso artistico verso la ricerca della Suprema Armonia.

Iniziamo con Osiride, dio della vegetazione nell’antico Egitto, che morto è rinato a nuova vita per regnare nell’oltretomba diventando una divinità funeraria; il suo culto si diffuse in tutto l’Egitto a rappresentare la vita che rinasce.

Così Iside, sorella e moglie di Osiride, insieme al quale regnò sull’Egitto al tempo delle dinastie divine, insegnando agli uomini i metodi della coltivazione, le arti domestiche e le scienze.

E ancora il dio Horus e il dio Anubi; il primo Horus l’antico, dio solare rappresentato antropomorficamente con la testa di falco; il secondo è una divinità dell’antico Egitto faraonico, raffigurata con un corpo umano e testa di cane selvaggio.

Anubi (eg. Sciacallo) è importantissimo nei riti della mummificazione in ricordo della sua opera di ricomposizione e imbalsamazione del corpo di Osiride, che èra stato tagliato a pezzi dal fratello Seth.

Non possono mancare i simboli della regalità egizia, che sono rappresentati da TUTANKHAMEN, faraone egizio della XIII dinastia (1575-1308 a.C.) e dalla regina madre NEFERTITI o NEFRETETE (eg. NFRT-ITI, la bella che è arrivata), che fu sovrana dell’Egitto nel XIV sec. a. C.

Da tutta questa simbologia contenuta nelle opere di Falconi si comprende come l’artista desideri riappropriarsi di valori e sentimenti che vadano oltre la “semplice vita terrena”.

La sua vuole essere un’arte che possa evocare messaggi di speranza per la possibile edificazione dei giusti equilibri tra la vita materiale e quella spirituale.

Ma la credenza egizia, nella possibilità che l’esistenza possa continuare oltre la morte, soltanto se si conservasse intatto il corpo, non può da sola sostenere la completa ricerca di Falconi verso il traguardo della Suprema Armonia.

Non è solo il corpo che rinasce e che interessa a Falconi, ma è qualcosa che chiamiamo anima, vento, soffio vitale che ci consente di vivere e di compiere le nostre azioni nella vita.

Il CRISTO, che viene restituito nella sua immagine sofferente, salito sulla croce per noi uomini, per la nostra salvezza, e la MADONNA CON BAMBINO, vera regina e madre di tutti gli uomini, ci riconducono alla Suprema Armonia che Falconi, da instancabile viaggiatore, ricerca nel suo percorso artistico e umano

Tra fede cristiana ed evocazioni provenienti dalle credenze pagane, Falconi dimostra le sue capacità di sintesi tra i diversi atteggiamenti umani di fronte al “soprannaturale”.

I percorsi sono diversi ma il recupero operato da Falconi consiste nel ricondurli entrambi ad un unico traguardo, a quella ricerca di Suprema Armonia tanto desiderata dall’animo umano.

La massima espressione, di questo percorso intrapreso dall’artista è raggiunta con la con la concordia degli “elementi cristiani” realizzata nell’intarsio TRINITÀ. Quest’opera ci conduce al culmine del viaggio intrapreso da Falconi, ma in realtà e solo l’inizio per poter continuare a deliziarci con i suoi intarsi nella conquistata dimensione della SUPREMA  ARMONIA.

Di Luzio Luca